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TALIS, analisi sull’insegnamento nei Paesi OCSE

Creating  Effective Teaching and Learning Environments:  First Results from TALIS

(Creare ambienti di apprendimento efficaci, risultati da TALIS)

Lo scorso 17 giugno vari organi di stampa divulgavano la conferenza stampa del ministro dell’istruzione che commentava i risultati di un’indagine internazionale (TALIS: Teaching and Learning International Survey) voluta dall’OCSE (Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico, da cui l’acronimo OCSE (o Organisation for Economic Co-operation and Development – OECD e Organisation de coopération et de développement économiques – OCDE in sede internazionale).

Poiché le conclusioni a cui perveniva il ministro sono contestate da molte organizzazioni sindacali, abbiamo cercato di districarci tra le percentuali e gli altri dati riportati dall’indagine sfogliando le oltre 300 pagine dell’analisi prelevata direttamente dalla fonte.

Lasciamo le conclusioni e i commenti a voi.

Iniziamo con l’elenco dei Paesi che hanno partecipato alla raccolta dei dati relativi a questa indagine:

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Abbiamo estratto i grafici che ci sono sembrati più significativi, iniziamo dal profilo demografico degli insegnanti:

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L’Italia è al primo posto: ha gli insegnanti più “anziani”.

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Quasi l’80% degli insegnanti della scuola media sono donne, mentre i dirigenti scolastici sono abbastanza equilibrati tra i due sessi: 45% donne e 55% uomini.

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In questa tabella troviamo l’Italia al secondo posto. Come prevedibile un corpo docente anziano anagraficamente comporta anche una lunga esperienza professionale, quasi il 60% insegna da oltre 20 anni.

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Qui vediamo la nostra autonomia scolastica, al penultimo posto. I nostri dirigenti scolastici hanno un margine di manovra limitatissimo. Non possono reclutare direttamente, non decidono aumenti salariali e non possono licenziare.

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Non potendo licenziare, i nostri dirigenti però sono tra i primi a lamentarsi della scarsa preparazione culturale dei propri insegnanti e del loro assenteismo.

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Una buona metà dei dirigenti lamenta anche carenze nelle risorse scolastiche: laboratori, biblioteche e altro.

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Anche l’atmosfera delle classi non è molto serena, un 71,6% dei dirigenti denuncia non meglio precisati “classroom disturbances” in grado di ostacolare il percorso formativo.

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Passiamo adesso all’aggiornamento professionale dei nostri docenti. Non siamo gli ultimi ma pur sempre sotto la media. Forse ci basta la nostra lunga esperienza?

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Interessante osservare quali siano le competenze che i docenti vorrebbero acquisire o migliorare, al primo posto la capacità di insegnare ad alunni con particolari esigenze al secondo posto le abilità necessarie ad utilizzare le nuove tecnologie.

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Infine una paio di tabelle relative alle risorse umane.

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Secondo questa tabella le nostre classi sono mediamente formate da 21,3 alunni. (S.E. Standard errors riflette il grado di incertezza nelle tabelle statistiche)

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Quest’ultimo grafico indica che l’Italia ha un buon rapporto numerico tra studenti e docenti, ma risale al 2005 (Chart D2.3. Ratio of students to teaching staff in educational institutions, by level of education, 2005)

Consigliamo di scaricare e leggere personalmente il volume.

OECD Teaching and Learning International Survey (TALIS)

Gelmini vende lavagne, come Totò vendeva la Fontana di Trevi

La lavagna interattiva multimediale è un dispositivo elettronico avente le dimensioni di una tradizionale lavagna didattica, sul quale è possibile disegnare usando dei pennarelli virtuali.

Tipicamente è collegata ad un personal computer, del quale riproduce lo schermo. Permette quindi di mantenere il classico paradigma didattico centrato sulla lavagna, estendendolo con l’integrazione di multimedia, l’accesso ad internet e la possibilità di usare software didattico in modo condiviso.

Le scuole italiane sono così fortunate che fra poco ogni aula disporrà di una L.I.M. (lavagna interattiva multimediale). Ma…

Ma finché non le vedremo dovremo basarci ancora una volta sulle promesse del nostro ministro.

 LIM

Leggiamo questo comunicato dell’Onorevole Bastico:

Ancora un volta il Ministro Gelmini promette ciò che non ha. Infatti cerca di far credere all’opinione pubblica che sono pronte per le nostre scuole le lavagne interattive. Insomma vende le lavagne che non ha, come Totò cercava di rifilare ad ignari turisti la Fontana di Trevi.
Sono convinta dell’utilità delle LIM (lavagne interattive multimediali), come strumento di innovazione didattica, che rende protagonisti gli studenti e favorisce l’integrazione e l’apprendimento per i ragazzi disabili. Non a caso il progetto è stato voluto e finanziato con 30 milioni di euro all’anno per 3 anni dal Governo Prodi. Ora, il ministro Gelmini, con grande ritardo e con la solita “pompa magna”, preannuncia la consegna a partire dal prossimo anno scolastico – per un futuro non precisato – di 16.000 LIM nelle scuole medie.

Ottimo, se non fosse che il Ministro avrebbe dovuto indicare date certe e per prudenza avrebbe dovuto aspettare la pronuncia del Consiglio di Stato sul ricorso relativo all’annullamento della gara d’appalto per la fornitura di 8.000 lavagne che è stata definitivamente annullata dal Tar della Toscana l’11 marzo 2009.

Ma in rete circola quest’altra notizia non meno interessante. Pare che con un telecomando della nota console di gioco Wii possa trasformare un semplice videoproiettore in una vera e propria L.I.M.

Ho partecipato a un convegno, organizzato da un ITI del mio paese, in
cui hanno presentato un’ingegnosa soluzione per trasformare
pc+videoproiettore in una lavagna multimediale virtuale (ovvero senza
bisogno della lavagna) con una spesa di circa 60 euro (40 un
telecomando Nintendo Wii + 10 una chiavetta bluetooth + 10 una penna a
led infrarossi).
Il "giochino" l’hanno scoperto su internet, ideato da un certo Johnny
Chung Lee, studente della Carnegie Mellon (
http://johnnylee.net/projects/wii/ ) e sviluppato in Francia
dall’insegnante Julien Dalmas ( http://snipurl.com/j4emb ). In
quest’ultimo articolo si parla del fatto che la Nintendo non avesse
risposto in merito alla legalità dell’utilizzo del suo componente, ma
il docente che ha esposto al convegno ci ha precisato che a loro la
Nintendo Italia ha risposto che lo si può usare senza problemi.

A me è sembrato che in effetti funzionasse proprio come una LIM
"reale". Non sono mai stato un fanatico delle lim, ma penso che per 60
euro valga la pena di provare a trasformare i videoproiettori della mia
scuola. Qualcun altro che ha visto in funzione/provato il trucchetto vi
ha trovato delle magagne significative?

P.S. Qualcun altro, come me, inizia ad avere una (cattiva) idea del
perché in Italia si spinga proprio adesso sulle 30 volte più costose
lavagne interattive?

Gelmini vende lavagne come Totò Fontana di Trevi

Bocciati con una sola insufficienza arriva il sei rosso

lavagna Nella scuola media, la recente normativa voluta dal ministro dell’Istruzione prevede che per passare alla classe successiva bisogna avere almeno la sufficienza in tutte le materie.
Ma questo potrebbe provocare una valanga di bocciature visto che gli studenti con una o due insufficienze sono molto numerosi.
Come fare? Rispettare le norme alla lettera?
Oppure trovare il solito aggiustamento “all’italiana”?
La fantasia italiana non ha limiti e molti Dirigenti Scolastici hanno pensato bene di creare un nuovo numero: il “sei rosso”.
Di che cosa si tratta?
Un sei è sempre un sei, ma se lo colori di rosso aggiungi un attributo che lo rende “a rischio”.
Insomma quel sei rosso nasconde una insufficienza che però non viene ritenuta così grave da impedire la promozione. In poche parole tocca ai lavoratori della scuola rimediare le incongruenze del ministero.
Io personalmente preferirei applicare alla lettera quello che le norme, condivise o meno, impongono.
Ma mi piacerebbe sentire i vostri pareri, nei commenti. Riporto qui la notizia presa da Repubblica di oggi:

La nuova normativa prevede che uno solo 5 basterebbe per ripetere l’anno E i presidi inventano un voto che permette la promozione ma contiene un avviso

Bocciati con una sola insufficienza E alle medie si pensa al “sei rosso”

Quasi 800 mila studenti sarebbero a rischio. I respinti potrebbero concretamente arrivare a quota 193 mila, tre volte rispetto al solito

Quasi 800 mila ragazzini della scuola media rischiano la bocciatura e in loro aiuto arriva il “sei rosso”.
Sembra proprio questa (a Roma l’idea è stata accarezzata già da parecchi presidi) l’invenzione di presidi e prof della scuola secondaria di primo grado per evitare il disastro di fine anno.
L’anno scolastico è ormai agli sgoccioli e nelle scuole si stanno predisponendo tutte le operazioni per gli scrutini finali: quelli che devono applicare per la prima volta le novità introdotte lo scorso mese di ottobre dal ministro dell’Istruzione, Mariastella Gelmini.
Voti in decimi per tutte le classi, dalla scuola primaria (l’ex elementare) alla scuola superiore, al posto dei giudizi e promozione con tutti sei, condotta compresa, stanno mettendo in crisi la scuola media.
Ed ecco che dal cappello di creativi dirigenti scolastici e insegnanti italiani esce il “sei rosso”: un sei che non è proprio sei.
Ma un 4 o un 5 travestito da sei per evitare di bocciare un ragazzino per una sola insufficienza.
Il “sei rosso”, deliberato a maggioranza dal Consiglio di classe, sarà in bella vista nel tabellone finale pubblicato all’albo dell’istituto e verrà accompagnato da una lettera ai genitori che li informa della promozione, nonostante una o più insufficienze: una specie di promozione con debito, già abolita da Fioroni al superiore perché faceva andare avanti ragazzi con lacune anche consistenti.
Del resto, i numeri parlano chiaro. I ragazzini della scuola media che nella pagella del primo quadrimestre hanno riportato almeno una insufficienza sono quasi 48 su 100.
Con record in terza media dove si supera la metà: 51,2 per cento.
In teoria, rischiano la bocciatura 784 mila studenti ma nel corso del secondo quadrimestre parecchie insufficienze sono state certamente recuperate facendo abbassare il numero dei ragazzini a rischio bocciatura.
Ma anche riducendo ad un quarto coloro che mantengono almeno una insufficienza il numero di ragazzini che rischiano di non farcela è enorme: 196 mila.
Nulla di paragonabile con i numeri dello scorso anno, quando i bocciati furono 63 mila: circa un terzo.
Ma quante scuole adotteranno il “sei rosso” e a cosa servirà? Può un 4 diventare sei, seppure rosso?
La normativa sull’autonomia scolastica consente alle scuole un certo margine di manovra.
“Nell’esercizio dell’autonomia didattica – recita il Regolamento sull’autonomia – le istituzioni scolastiche individuano le modalità e i criteri di valutazione degli alunni nel rispetto della normativa nazionale…”.
Ma col “sei rosso” si rispettano le normative nazionali che in merito sono tassative (promozione con tutti sei, veri e non rossi)?
E quante scuole seguiranno la linea del “sei rosso”?
Laddove, la norma sarà interpretata in maniera restrittiva, sei tutti neri, gli alunni verranno penalizzati?
Insomma: scrutini fai da te?
O con una certa uniformità in tutto il territorio nazionale?
Il ministero tace, ma una cosa è certa: l’eventuale promozione in extremis non obbligherà gli alunni a recuperare un bel niente, né imporrà alle scuole di organizzare corsi di recupero come avviene al superiore per gli studenti con lacune anche gravi in una o più discipline.
Perché questa eventualità non è prevista da alcuna norma.
E l’eventuale lettera inviata ai genitori servirà soltanto a ricordare alle famiglie che il proprio figlio è stato promosso senza meritarlo. (4 giugno 2009)

Bocciati con una sola insufficienza E alle medie si pensa al “sei rosso” – Scuola&Giovani – Repubblica.it