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Le dimensioni sono importanti nello studio della Geografia

Ricordo quando la mia docente di Geografia mi chiedeva sempre di confrontare le dimensioni di una Nazione con quelle dell’Italia, che misura circa 300.000 Km quadrati. Ad esempio è utile ricordare che gli Stati Uniti d’America sono oltre 30 volte più grandi di noi con i loro 9.300.000 Km quadrati.

Se vogliamo ragionare in termini geografici è importante avere in mente un confronto almeno approssimativo delle superfici che stiamo studiando.

Per questo motivo segnaliamo Dimensioni, un’applicazione online creata dalla BBC per dimostrare visivamente le dimensioni di luoghi o eventi storici, noti a tutti, e dare loro un approccio nuovo.

Navigando con il vostro browser preferito (spero sia l’ottimo Firefox) potrete affiancare varie entità geografiche accanto alla vostra regione.

Osservate ad esempio l’estensione delle aree colpite dalle recenti inondazioni rispetto all’Europa.

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Un efficace strumento didattico, gratuito.

BBC – Dimensions – Index

Sulla origine delle specie per elezione naturale

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Una delle numerose ramificazioni di Wiki, precisamente Wikisource, offre gratuitamente la traduzione nella nostra lingua della principale opera di Charles Darwin: “Sull’origine delle specie”.

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Riporto qui l’introduzione di quest’opera fondamentale. Una risorsa utilissima per i nostri studenti.

Io mi trovavo a bordo del vascello di S. M. Britannica The Beagle nella qualità di naturalista, allorchè fui vivamente colpito da certi fatti nella distribuzione degli esseri organizzati che popolano l’America meridionale e dai rapporti geologici esistenti fra gli abitanti passati ed attuali di questo continente. Come potrà vedersi negli ultimi capitoli di quest’opera, tali fatti sembrano diradare qualche poco le tenebre sull’origine delle specie, questo mistero dei misteri, al dire di uno de’ nostri più grandi filosofi. Al mio ritorno, nel 1837, mi venne l’idea che forse sarebbesi potuto promuovere tale questione, raccogliendo le osservazioni d’ogni sorta che avessero riferimento alla sua soluzione e meditando sulle medesime. Solo dopo cinque anni di lavoro io mi permisi alcune induzioni e mi feci a redigere brevi annotazioni. Infine nel 1844 tentai quelle conclusioni che mi parvero più probabili. D’allora in poi mi occupai costantemente del medesimo oggetto. Il lettore mi perdonerà questi dettagli personali, che ho addotti soltanto per provare che io non fui troppo precipitoso nella mia determinazione.

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